MUSEO del SIDECAR


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RESTAURI

Norme adottate dalle Officine Frontalini per il corretto restauro delle moto storiche (condivise dalla Commissione Tecnica Nazionale Moto - ASI)

1) Prima di accingersi al restauro di una moto d'epoca occorre acquisire più informazioni possibili (ricerca di documenti di circolazione, recupero della storia personale del veicolo, reperimento della documentazione sulla marca e sul modello in esame attraverso libri e riviste) e fotografare il mezzo prima di ogni intervento.

2) Verificare personalmente e con l'aiuto di esperti se è il caso di compiere un restauro completo o tentare un restauro conservativo, quest'ultimo sicuramente da preferire ove ne sussistano le condizioni.

3) Se si adotta la seconda soluzione di cui al punto 2, occorre osservare una cura particolare nello smontaggio delle varie componenti (che comunque va fatto per verificare lo stato di ogni parte del mezzo) in quanto è indispensabile preservare al meglio ciò che è sopravvissuto agli anni ed all'incuria umana. Ovviamente le parti mancanti o deteriorate vanno riparate o, se indispensabile, sostituite privilegiando sempre l'originalità di ogni componente. Qualora si dovesse optare per il restauro completo, occorrerà ugualmente dotare la moto di ogni parte mancante prima di smontare il tutto, provvedere alla sverniciatura, riverniciatura, trattamenti galvanici e chimici per la protezione dei metalli, sistemazione delle parti meccaniche e riassemblaggio del tutto. Tutte le operazioni di smontaggio, riparazione, sostituzione e più in generale di restauro, vanno documentate fotograficamente.

4) Per quanto riguarda la verniciatura, è utile ricordare che all'epoca le moto venivano verniciate con vernici alla nitrocellulosa; sarebbe quindi preferibile utilizzare lo stesso procedimento anche se soluzioni alternative sono accettabili, specie se esenti dal fenomeno “buccia d'arancia”.

5) I trattamenti galvanici non più consentiti (cadmiatura, parkerizzazione, ecc…) possono essere sostituiti con trattamenti similari (zincatura, nichelatura opaca, ecc…) o alternativi (brunitura) a condizione di evitare la verniciatura delle parti che all'epoca non erano verniciate.

6) Riguardo la selleria o tappezzeria, nei limiti del possibile essa va ripristinata; in alternativa, utilizzare materiale uguale o molto simile, con particolare attenzione al tipo ed al posizionamento delle cuciture originali.

7) Gli pneumatici e, più in generale, tutto il materiale soggetto ad usura può essere sostituito tentando il recupero dei prodotti originali; in alternativa si possono utilizzare prodotti nuovi prestando la necessaria attenzione all'aspetto estetico ed altre caratteristiche dell'epoca.

8) Deve essere utilizzata la fanaleria dell'epoca o, in alternativa, prodotti nuovi uguali agli originali; nell'aggiornare il mezzo alle disposizioni del C.d.S. si possono aggiungere accorgimenti (stop, luci, ecc…) facendo attenzione a non stravolgere l'impatto estetico del mezzo.

9) Ogni elemento aggiunto dovrebbe essere asportabile con facilità e consentire il ripristino del veicolo alle condizioni di totale originalità.

10) La moto storica è un bene della collettività prima ancora che un bene personale; è quindi consigliabile utilizzare il veicolo in manifestazioni, mostre ed eventi in genere per permettere a tutti di conoscere questa parte della storia altrimenti dimenticata.

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Promemoria per una migliore individuazione dei vari modelli Guzzi, delle loro caratteristiche peculiari e per un perfetto restauro dei medesimi

INDIVIDUAZIONE: Come primo approccio ad una Guzzi storica, occorre documentarsi circa il modello, l'anno di costruzione e su altri particolari importanti. Al di là delle informazioni che si possono desumere dalla carta di circolazione o da altri documenti c'è in questo caso un'ulteriore grande opportunità: la Moto Guzzi esiste ancora e, fortunatamente, ha un archivio efficiente, utile per ogni tipo di informazione, che fornirà su richiesta degli interessati.

SERBATOI: Piuttosto squadrati e “sottocanna” fino al 1930 (Normale, Sport, GT Norge, Sport 14, C 2V, C 4V, 250 Corsa), “a sella” nei modelli successivi.

TAPPI SERBATOIO: In ottone con filettatura esterna fino al 1945 circa e successivamente in bachelite con filettatura interna.

IMPIANTO ELETTRICO: Assente nei primi modelli anche se c'era la possibilità di installare un magnete-dinamo al posto del classico magnete. Molti esemplari di Sport 14 vennero già dotati di impianto elettrico di serie (il numero di motore era in questi casi preceduto dalla lettera L che indicava “luce”). Dal modello Sport 15 in avanti l'impianto elettrico divenne di serie; normalmente veniva installato l'impianto Miller (comprendente anche la fanaleria) mentre il Bosch si poteva avere come optional pagando una considerevole differenza.

VERNICIATURA: Il ciclo consigliato per una perfetta riverniciatura di una moto storica prevede la sverniciatura (sabbiatura in casi estremi), la pulizia e lo sgrassaggio, l'applicazione di un primer epossidico e/o antiruggine, la stuccatura, l'applicazione dell'isolante, la revisione con stucchi grassi o metallici, la stesura della vernice e dei filetti, l'essiccazione completa.

COLORAZIONE: L'ASI (Automotoclub Storico Italiano) ha definito insieme alla Lechler le tinte per le moto storiche; per i modelli Guzzi da Turismo, di gran lunga più diffusi, abbiamo indicato il codice vicino alla denominazione del colore direttamente nelle schede di ciascun modello, mentre per gli altri modelli sarà utile consigliarsi con esperti.

FILETTI: La Guzzi ha riservato una particolare cura alla filettatura di varie parti della ciclistica (serbatoi, bauletti, parafanghi, cerchi) che veniva eseguita da personale specializzato (per alcuni modelli erano disponibili i filetti/decalcomania come ricambio). Il “filetto di separazione” tra due tonalità di vernice o tra vernice e cromo, era di maggiore dimensione (circa 3 millimetri) mentre gli altri filetti erano molto più sottili (1 1,5 millimetri). Il filetto indicato con il colore rosso è in realtà “rosso corallo”.

TRATTAMENTI GALVANICI: Nichelatura fino al 1930 e cromatura nel periodo successivo con l'avvento del serbatoio “a sella”; la bulloneria del motore era nichelata fino al 1930 circa, parkerizzata fino alla metà degli anni '50, cadmiata nel periodo successivo e zincata dall'inizio degli anni '60. La moto Guzzi, tranne rare eccezioni, non ha mai cromato la bulloneria del motore.


Restauro totale o restauro conservativo? Un dilemma che tormenta molti collezionisti.


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